Corrente religiosa
La Strada Lubecca Roma è un grande percorso peregrinatorio, alla stregua del Camino de Santiago e della Via Francigena, lungo il quale sono avvenuti contatti tra i pellegrini provenienti da diversi Paesi d’Europa, sono circolati valori di solidarietà, scambi culturali che hanno favorito la nascita di quel sentimento di appartenenza ad una stessa famiglia, pur formata da nazioni diverse, unite da un sentire religioso comune, dai medesimi basilari valori. Affondano anche qui le radici dell’Europa che hanno forgiato l’identità europea e hanno reso l’Europa tollerante, ben disposta all’accoglienza del diverso, aperta al dialogo con le altre culture.
Tra i vari flussi di pellegrini vanno ricordati quelli diretti a Thann, in Alsazia, dal Nord Europa per pregare nella chiesa che tuttora conserva una reliquia di Saint Thiébaut, Sant’Ubaldo, patrono di Thann e di Gubbio e, attraverso il passo del S. Gottardo, la via Emilia e la via Flaminia, giungevano a Roma, alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Molto diffuso il culto di Sant’Ubaldo in tutta Europa, anche in luoghi posti lungo la Strada. Una strada percorsa da personaggi importanti, come è possibile rilevare analizzando la letteratura odeporica, nella quale vengono narrati i viaggi avventurosi per recarsi nei luoghi sacri che possedevano reliquie dei santi, come quello dell’abate Nikolas di Munkathwera, “vir sapiens et celeber, memor et multisciens,
prudens et verax”, compiuto tra il 1151 e il 1154 diretto a Roma e in Terra Santa. L’abate, che proveniva dal monastero di Thingor nella lontana Islanda, descrive il tratto più a nord della Strada annotando tutta una serie di notizie e di dati relativi a ospizi, chiese, sedi episcopali, popolazioni e ambienti. Raggiunge anche la valle del Reno lungo la quale erano sorti importanti centri commerciali come Colonia, Worms, Spira; sosta a Strasburgo, giunge a Basilea e poi, allontanandosi dal tracciato che si propone, prosegue alla volta di Roma.Un altro documento di grande rilevanza è costituito dagli Annales Stadenses scritti tra il 1240 e il 1256,
considerati la guida del ‘200 più completa per i pellegrini che dal Nord Europa intendevano compiere un viaggio fino a Roma e Gerusalemme. Sono scritti da due giovani curiali, Tirri e Firri, in forma dialogica come indica la citazione latina “litterati curiales et curiosi inter se invicem per problemata disceptantes”. Alcuni itinerari proposti suggeriscono percorsi che coincidono quasi integralmente con il tracciato della Strada Europea Lubecca Roma, specie per il viaggio di ritorno da Roma per il quale consigliano di passare per Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Borgo San Donnino (l’attuale Fidenza), Piacenza, Milano, Como. Lasciato il lago sulla destra, suggeriscono di raggiungere Bellinzona e, per il passo del S. Gottardo, Lucerna per poi proseguire verso Nord per Basilea, Strasburgo, Spira, Worms, Bingen, Coblenza, Bonn e, arrivati a Colonia proseguire per Münster e Staveren. La percorre anche Eudes Rigaud, un francescano di nobile famiglia, uno dei più importanti personaggi ecclesiastici della Francia del XIII secolo, docente di teologia presso l’Università di Parigi, vescovo di Rouen. Alla fine del 1253 affronta un lungo viaggio diretto a Roma per ricevere il pallio e percorre il tratto a Sud dell’itinerario che proponiamo: partito da Rouen a cavallo nel Natale del 1253 giunge a Milano, dove sosta due giorni, passa poi a Bologna, prosegue lungo la via Emilia, tocca Rimini, Fano da dove devia per l’interno, seguendo il tracciato della vecchia Flaminia. Giunge a Cagli, Gubbio e Assisi e poi arriva a Roma l’11 marzo 1254. Un ampio tratto della Strada è percorso anche da Bartolomeo Fontana, che parte da Venezia nel febbraio 1538 per recarsi a
Santiago di Compostella. Va prima a Roma, poi passa per Bologna, “cittade magnifica e nobile, inclita madre de gli studi”, Milano, “città degna e famosa”, Como. Attraversa la Svizzera, “paese fertile, copioso de belle e illustri cittadi e castella e ville… pieno de dilettevoli colli, di bei boschi, di selve e di gran montagne”, toccando Lugano, Bellinzona, scalando il S. Gottardo. Prosegue per Lucerna e Basilea, “gran città de Lutherani e è strada de dense selve e boschi e monti e lochi assai de Lutheri, ma non però danno noia a peregrini, anzi li sovengono e li albergano in casa loro e in boni hospitali” Grande esempio, questo, in Europa, in un momento di aspre guerre di religione, di tolleranza e rispetto tra le religioni e di pace. Superate Mulhouse e Cernay, arriva a Thann .Questo accenno alla città alsaziana conferma che essa, nel ‘500, è tappa di itinerari peregrinatori. Ma la presenza di pellegrini a Thann risale a più vecchia data se il papa Benedetto XII invia da Avignone nel 1340 una lettera con cui si accordano indulgenze ai pellegrini che giungono al Santuario di Thann. Raggiunge, infine, Santiago di Compostella, “…dove sono grandissime indulgentie e dove si trovano molte reliquie.” La Strada in molti tratti è anche percorsa nella parte a sud da Carlo Magno, padre dell’Europa, nell’aprile del 774 quando va a Roma.Il tratto da Basilea a Colonia è percorso nel 1517-1518 dal cardinale napoletano Luigi d’Aragona, fiduciario del papa con legami di parentela con Lucrezia Borgia e Isabella d’ Este.
Viaggiatori del Grand Tour
Filosofi, artisti, scienziati, giovani di famiglie aristocratiche all’epoca
del Grand Tour partono per visitare i paesaggi e le città della Germania, della Francia, della Svizzera e dell’Italia, della quale percorrono il tratto della via Flaminia tra Milano, definita la “Grande”, con il duomo di “supremo splendore e bellezza”, “bello e imponente”, Parma dalle strade “molto belle” e Bologna “dalle vie lunghe e larghe, fiancheggiate ai due lati da portici”. Del tratto più a sud visitano: 
Foligno, che ancora possiede il dipinto della Madonna di Raffaello, non trafugato da Napoleone; le Fonti del Clitunno, importante segno della classicità; Spoleto posta nella “più bella pianura tra i monti che sia dato vedere”; la “Cascata delle Marmore”, considerata da Lady Morgan “una delle meraviglie d’Italia”, da Stendhal “la più bella del mondo”, “ uno spettacolo di tremenda sublimità” da Tobia Smollet; Narni con lo stupendo ponte di Augusto ; Civita
Castellana con il suo ponte dove “natura ed arte si compenetrano”. Nell’Ottocento e nel Novecento quando cambiano i gusti del viaggiatore che ricerca il selvaggio, i luoghi meno visitati e si rivaluta il gotico e gli spazi infiniti, si visita Gubbio, un diamante del quale possiede “lo splendore un po’ freddo e lontano”, una città con “un’atmosfera di sauvagerie interessante e originale ”, come annota André Mauriel, “romantica città medievale” come la definisce Paul Sabatier ed Assisi “ un luogo così celebre per la cristianità”.
Corrente artistica
A) Architettura
Lungo la Strada si possono ammirare splendide chiese e cattedrali, capolavori dell’arte romanica e gotica, disseminate un po’ dovunque a Colonia, Bonn, Worms, Spira, Strasburgo, Thann, Basilea, Como, Milano, Bologna, Assisi… Se sparisse il profilo delle cattedrali e quello dei monumenti che costituiscono altrettanti gioielli della cultura cristiana - è stato rilevato - la vita spirituale e culturale dell’Europa diventerebbe veramente povera.
B) Musica
Lungo la Strada sono nati e vissuti musicisti famosi che hanno lasciato opere che invitano all’amore, alla comprensione, alla gioia, alla fratellanza. Oltre a Beethoven, autore dell’Inno alla Gioia, c
he può considerarsi un grande messaggio musicale di pace, vanno ricordati Karl Maria von Weber, nato a Autin, a nord di Lubecca, i numerosi autori di musica sacra da quelli della riforma a quelli italiani dei secoli XVI e XVII. Tra i primi esponenti della musica della Riforma (si ricorda che lo stesso Lutero ha composto inni, assegnando grande rilevanza al canto durante la funzione religiosa) vanno menzionati Dietrich Buxtehude, il massimo esponente della “scuola organistica del nord". Per sentirlo suonare Bach nel 1705 addirittura va a piedi da Arnstadt fino a Lubecca. Ad Amburgo troviamo altri due grandi: Johannes Brahms, innovatore e rivoluzionario, pur nell’ambito dell’armonia tradizionale, autore della Deutsches Requiem che, insieme alla Messa da requiem di Verdi comunica nell’ascoltatore tutto il travaglio e le sofferenze di chi subisce l’ingiustizia e la violenza della guerra ed è capace di suscitare il desiderio e l’anelito alla pace, e Felix Mendelsoohn Bartholdy, che raggiunge un perfetto equilibrio tra classicismo e romanticismo. Di Amburgo è anche il musicista Paul Dessau, con il quale collabora Brecht nell’opera La condanna di Lucullo del 1951.
La stessa Ildegarda di Bingen è autrice, tra l’altro, anche di un ciclo di settantasette canti, composizioni brevi e del dramma musicato Ordo virtutum “sinfonia dell’armonia delle rivelazioni celesti”. Tra Magonza e Strasburgo, si incontrano diversi Minnesanger, poeti cantori che, in una gioiosa visione della vita, fanno le lodi della donna. Si potrebbe fare un lunghissimo elenco di musicisti vissuti tra Piacenza e Pesaro. Si cita soltanto Giuseppe Verdi, attento a tutte le novità europee e Gioacchino Rossini, intorno alla cui opere gravitò a lungo l’interesse della cultura europea.
Tra le città della musica e le istituzioni ricordiamo per la musica contemporanea l’importante centro di Colonia, sorto nel 1951, al quale collabora anche Stockhausen, nato a Modrath, presso Colonia e Milano che, con il suo Teatro della Scala, ha tenuto a battesimo tutti i più grandi compositori dell’Ottocento e del Novecento e i più celebrati cantanti e direttori d’orchestra, il simbolo prestigioso della stessa Milano, che ne ha fatto la capitale mondiale del Melodramma.
Un’istituzione importante è la Cappella musicale del Duomo di Milano che esegue il canto ambrosiano, un’innodia di tipo orientale introdotta da S. Ambrogio, egli stesso autore di alcuni inni, che va ricordata insieme al canto gregoriano, un canto di preghiera. Molto diffuso nei monasteri benedettini e cistercensi anche oggi dà un senso di grande pace.
C) Letteratura
Anche la letteratura è un veicolo di pace e trova la sua più alta espressione nel Cantico di frate sole di
S. Francesco d’Assisi, che contiene un messaggio di amore tra gli uomini e la natura; è un inno alla bellezza e alla bontà di Dio che si manifesta nelle sue opere, all’amore cosmico tra tutte le creature, che vogliono vivere in pace tra di loro.
La Strada è ricca di premi Nobel per la letteratura come Heinrich Boll, premio Nobel nel 1972 e Carl Spitteler, nato a Liestal nel 1845, premio Nobel nel 1919 e scrittori famosi. Tra essi si ricorda Thomas Mann,[19] nato a Lubecca nel 1875, autore del romanzo i Buddenbrook e Heinrich Heine, nato nel 1797 a Dusseldorf , considerato il più grande poeta tedesco nel periodo del passaggio dalla letteratura classico romantica a quella moderna.
Corrente tecnica-scientifica

Una responsabile ricerca scientifica e le sue corrette applicazioni tecniche sono componenti fondamentali di uno sviluppo pacifico e la Strada può vantare un lungo elenco di scienziati e una consistente e prestigiosa rete di università e di istituti di ricerca, a cominciare dall’Università di Bologna, nata alla fine del secolo XII, frequentata da giovani provenienti da tutta Europa, la più antica, insieme a quella di Parigi, modelli dell’università medievale. A Bologna hanno insegnato famosi docenti, da Irnerio, lucerna iuris, e i suoi quattro allievi, a Mondino de’ Liuzzi, che dà all’ateneo bolognese il primato nell’insegnamento dell’anatomia, Carducci, Pascoli, Murri e Righi.
Delle numerose e prestigiose università presenti lungo la Strada si citano soltanto le prestigiose università tedesche di Lucerna, Amburgo, Colonia, che sotto la direzione di Alberto Magno assume grande importanza, dove insegna teologia Duns Scoto, il doctor subtilis, Bonn, dove insegnano
Lassen che continua gli studi di filologia indiana iniziati da Schegel, Friedrich Christian Diez, considerato il fondatore della glottologia romanza, Strasburgo, Basilea, che annovera tra i suoi insegnanti i famosi fratelli Bermolli, dei quali Jakob viene considerato il fondatore del calcolo delle probabilità e Leonhard Eulero ritenuto il più grande matematico del secolo XVIII e da alcuni il più grande di tutti i tempi; non esiste, infatti, ramo delle matematiche pure ed applicate nelle quali non vi si sia dedicato. Milano, che possiede diverse e importanti università, sede dell’Istituto Europeo di Oncologia, diretto dal prof. Umberto Veronesi, dove opera l’eugubino Pier Giuseppe Pelicci, autore di straordinarie scoperte, tra le quali il cosiddetto “gene dell’eterna giovinezza”. Parma, antica università, sede di studi che dall’XI secolo richiamava giovani d’Italia e d’oltralpe, Modena-Reggio Emilia, sorta nel XII secolo, che vanta docenti prestigiosi come lo Spallanzani, frequentata dal Muratori e dal Goldoni. Urbino, che sta per festeggiare i cinquecento anni dalla sua fondazione, Perugia, sorta nel XIII secolo, nella quale
insegnano famosi docenti come Cino da Pistoia, Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi.
A Magonza e Strasburgo nasce la stampa a caratteri mobili ad opera di Johann Gutemberg e la tecnica
incisoria presenta lungo la Strada marcate e prestigiose tracce, ad iniziare da Magonza, dove verso il 1455 viene stampata la Bibbia latina ad opera di Gutemberg e di altri. Dalla Germania, dove operano illustri stampatori, un flusso di tipografi si dirige verso l’Italia, dove fondano tipografie o collaborano al loro sviluppo.
Corrente commerciale
La Strada Europea della Pace Lubecca Roma oggi, come nel passato, è percorsa da intensi traffici commerciali. La lega Anseatica, sorta nel XIII secolo, è stata una specie di CEE ante litteram, il fiume Reno un grande collettore di traffici, di merci che passavano attraverso il passo del S. Gottardo, posto tra il bacino del Reno e quello del Ticino. Milano nel corso dei secoli è stato il principale centro commerciale della pianura padana, ponte tra l’Europa centro settentrionale, l’Italia e il Mediterraneo.
Paesaggi di pace
la Strada attraversa la valle del Reno. Le arti figurative e la letteratura
hanno parlato di questa valle. Più avanti si incontra la roccia di Loreley, a picco sul Reno, la rupe delle fate, forse la più celebrata del mondo, carica di poesia e di leggende. Così Brentano parla di Loreley: “a Bacharach, sul Reno, abitava una maga / Era d’aspetto fine e bello / e molti cuori incantava. / E portò a rovina molti / uomini della sua terra, / dai suoi lacci d’amore non si / trovava più
salvezza.” Del Reno si parla anche nel Nibelunger Lied , considerato il più importante poema epico nazionale germanico, uno dei capolavori della letteratura medievale europea. Hagen, dopo aver ucciso a tradimento Sigfrido colpendolo nella sua parte vitale, toglie il tesoro a Crimilde e lo getta nel Reno, forse vicino alla roccia di Loreley, come qualcuno ritiene.
Il paesaggio della Valle del Reno è un mosaico di aspetti di alto valore per la comprensione del quale occorre attivare una visione globale ed è anche un paesaggio di pace. Culla della civiltà tedesca, nel passato è stato luogo di vari scontri bellici: il Rhenus superbus dei romani è stato risalito da Cesare, disceso da Attila alla conquista dell’impero romano, è stato campo di tante battaglie vinte dal Barbarossa, ma oggi terra di pace e di prosperità.
oltre alla valle del Reno, attraversa altri paesaggi di pace. In Francia l’Alsazia non è più una terra insanguinata dagli scontri bellici, terra di di conquista, ma una regione di pace, con villaggi colorati, vigneti carichi di grappoli d’uva da cui si ricavano vini di alta qualità, specie nella Route des vins d’Alsace, una strada di circa 170 chilometri che parte da Marlenheim e arriva a Thann, attraversando bellissimi paesaggi, con ordinati filari di viti, schierati come un’impeccabile, pacifica parata, con pittoresche cittadine, circondate da mura fortificate e torri non più a difesa di aggressori e di nemici, ma per custodire stradine fiorite, ricche di memorie religiose, storiche e artistiche con tipiche cantine accoglienti, nelle quali si degustano vini in amicizia, un’attrattiva per torme pacifiche di turisti.
L’animale simbolo dell’Alsazia non è il gallo, l’aquila o il leone, scelti nel passato per la loro forza ed aggressività, ma la cicogna simbolo dell’amore materno e filiale, emblema della pace familiare. Dopo secoli di combattimenti l’aquila tedesca e il gallo francese hanno deciso di vivere in pace.
A nord-est dell’Umbria il Parco regionale di Monte Cucco [libro postiit] , coperto da estese faggete secolari, lecci e castagni, con pascoli e prati fioriti di anemoni, narcisi, biancospini, con le sue magnifiche grotte, di prossima apertura al pubblico, racchiude notevoli beni architettonici: l’eremo di
San Girolamo del Monte Cucco, abbarbicato sulle pareti del monte, come un “nido d’aquila”, una specie di santuario tibetano, fondato nel 1521 dal Beato Paolo Giustiniani, una delle personalità di maggiore spicco nel campo della spiritualità e della cultura del ‘500, che si propone di restaurare l’ideale eremitico di San Romualdo in tutta la sua integrità e rigore: “la città è prigione, la
solitudine paradiso”; l’abbazia di Sitria, in splendida solitudine, circondata da una natura incontaminata, in un riuscito connubio tra architettura e ambiente, fondata da S. Romualdo tra il 1014 e il 1021 e quella di S. Bartolomeo in Congiuntoli.
Un paesaggio, ricco di valenze paesaggistiche ed architettoniche, un luogo di pace, posto nel cuore dell’Appennino, considerato da S. Romualdo adatto alle esigenze ascetiche e alla contemplazione, dove le abbazie per l’uomo di oggi sono ancora luoghi di quiete, lontani dalla frenesia e dai ritmi intensi della vita moderna, che consentono una profonda riflessione su sé stessi e sulla propria vita.
Il Sentiero Francescano della Pace Gubbio-Valfabbrica-Assisi, che rappresenta un tratto della Strada Europea della Pace Lubecca-Roma, dove Francesco è transitato agli inizi del 1207 dopo la rinuncia in Assisi ai beni del padre Bernardone, è oggi percorso a piedi, a contatto con la natura tra boschi e luoghi tranquilli, da molti giovani cattolici e protestanti, in prevalenza provenienti dal Nord Europa.
Massimo Petrocchi ha sottolineato che “la dolce natura della terra umbra può forse spiegare alcuni orientamenti meditativi e contemplativi di Francesco nel senso che il formidabile spirito di pietà di Francesco si è inserito nella bellezza di una natura che spinge alla pace interiore e alla preghiera”.
Non meno suggestivo è il Parco regionale del Monte Subasio, ricco di valenze paesaggistiche, come la lecceta dell’Eremo delle Carceri di Assisi posto in una gola in mezzo ad una fitta selva, dove è silenzio e aleggia lo spirito di Francesco.
La Strada poi lambisce le Fonti del Clitunno, che formano un lago “tra rive erbose cinte da salici piangenti”, un paesaggio dove la storia si sposa con la letteratura. Alla freschezza e purità delle acque si attribuiva nell’antichità la virtù di rendere candidi i buoi da immolare nei sacrifici. Esse sono state celebrate da Plinio il Giovane, cantate da Properzio, Silio Italico e Virgilio nelle Georgiche e da Giosuè Carducci che nell’ode Alle fonti del Clitunno esclama: “Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte / nume Clitunno”, ritratte da Nicolas Poussin, Claude-Gallée Lorrain nel Seicento e nell’Ottocento dal grande paesaggista Corot.
La conoscenza dei paesaggi, attraversati dalla Strada Europea della Pace, può rafforzare nei cittadini la consapevolezza del principio dell’identità ed unità nella diversità. E’ un terreno fertile per ricerche e progetti da parte di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti lungo la Strada per sensibilizzare i giovani alla conservazione e gestione del patrimonio culturale e naturale, promuovere la consapevolezza della necessità di preservare la qualità e la diversità del paesaggio, in quanto patrimonio comune della storia e della cultura europea.
La valorizzazione del paesaggio e del patrimonio architettonico, oltre a potenziare l’identità delle culture locali, è in grado di aumentare l’attrattività delle regioni, al fine di incrementare i flussi turistici.
La classificazione della Strada Europea della Pace Lubecca-Roma come Itinerario Culturale Europeo e la realizzazione dei progetti e delle manifestazioni comuni, , possono contribuire allo sviluppo socio-economico delle comunità che gravitano su questo tracciato, con la definizione di itinerari turistici a carattere religioso, culturale, naturalistico, enogastronomico, utilizzabili mediante pacchetti turistici, predisposti da operatori del settore.
Le significative risorse presenti nella Strada possono attivare un turismo di qualità e sono in grado di suscitare in chi percorre l’itinerario forti emozioni, rispondendo così alle esigenze sempre più sofisticate del turista moderno, come recenti studi di marketing turistico hanno dimostrato. Lo sviluppo del turismo può offrire un rilevante contributo alla soluzione dei grandi problemi dell’Europa, in particolare quello dell’occupazione, specie dei giovani e delle donne, in possesso di un diploma o laureate, mediante la creazione di numerosi posti di lavoro.